Emicrania - Blog - Centro Salute
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Emicrania

Emicrania

La cefalea rappresenta una delle patologie neurologiche più frequenti. Interessa maggiormente il sesso femminile ed affligge prevalentemente i giovani-adulti, nella fascia di età in cui si ha la massima capacità produttiva. Nella gestione clinico-diagnostica della cefalea, il primo punto fondamentale è la distinzione delle cefalee primarie (quelle forme in cui il mal di testa rappresenta allo stesso tempo il sintomo e la malattia) da quelle secondarie (quei casi in cui la cefalea è il sintomo di una patologia organica sottostante). Le principali forme di cefalea primaria sono rappresentate dall’emicrania, dalla cefalea di tipo tensivo e dalla cefalea a grappolo.

L’EMICRANIA è il tipo di cefalea primaria più studiata. Si tratta di una patologia che insorge prevalentemente in età giovanile ed è nettamente più colpito il sesso femminile. Viene annoverata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) al 19° posto nella graduatoria delle patologie disabilitanti. Clinicamente, l’emicrania è caratterizzata da attacchi di cefalea di intensità moderata o severa, aggravata dai movimenti, associata a nausea, fonofobia, fotofobia e più raramente a vomito. Talvolta l’emicrania assume un andamento evolutivo, divenendo quasi quotidiana, per cui in tal caso si parla di emicrania cronica. Esistono due forme principali di emicrania: l’emicrania con aura, in cui la cefalea è preceduta da sintomi neurologici transitori e reversibili, definiti aura emicranica, e l’emicrania senza aura, in cui tali disturbi sono assenti.
La diagnosi a tutt’oggi è basata solo sulla corretta e attenta raccolta anamnestica dei sintomi e sull’esecuzione dell’esame obiettivo generale e neurologico. Nell’approccio al paziente che si presenta con una cefalea con caratteristiche emicraniche, è fondamentale per il medico riconoscere tempestivamente i quadri clinici che possono suggerire la presenza di un’altra patologia, a volte grave, la cui diagnosi precoce è di cruciale importanza. Contribuiscono a questo un’anamnesi dettagliata e scrupolosa e l’esame obiettivo generale e neurologico del paziente. Essi permettono di identificare i segnali di allarme che indirizzano verso la natura secondaria della cefalea. Non vi sono indagini strumentali che consentono di porre diagnosi di cefalea primaria. Gli esami strumentali (TC, RM e angio-RM) devono essere effettuati in pazienti con segni
neurologici (la loro presenza aumenta la probabilità di reperire patologie intracraniche significative), in pazienti con esame neurologico negativo ma con sintomi neurologici, ed in pazienti con caratteristiche di cefalea che non depongono a favore della diagnosi di emicrania o di altra cefalea primaria. Il trattamento farmacologico può essere sintomatico e/o preventivo. Un’emicrania che si manifesti con una bassa frequenza di attacchi, può essere trattata con la sola terapia sintomatica. Nel caso in cui la frequenza e l’intensità degli attacchi cefalalgici sia elevata, o non vi sia un’adeguata risposta alla terapia sintomatica, può essere instaurata una terapia di profilassi con farmaci specifici.